"Cucinare è come amare... o ci si abbandona completamente o si rinuncia." -Harriet Van Horne-

giovedì 6 giugno 2013

Bollette, un conto da 230 euro per l'energia non consumata. Tutte le componenti dei costi occulti

Forse non tutti sanno che nella bolletta della luce paghiamo abitualmente contributi per l’incenerimento dei rifiuti, per il vecchio nucleare da smantellare, forniamo sussidi alle acciaierie, incentivi per le rinnovabili, i pannelli solari, le pale eoliche, le centrali a biomasse e persino gli scarti delle raffinerie. Voci estranee al consumo di energia di nostra pertinenza o i servizi di rete. Sulle quali paghiamo due volte le tasse.

Si chiamano "oneri generali di sistema" e valgono 14 miliardi di euro, Ovvero, 230 euro per ogni cittadino italiano, pari al 20% dell'intera bolletta.
La questione viene riproposta all'attenzione dei consumatori da un articolo di Sergio Rizzo sul Corriere della Sera, che segnala una peculiarità del sistema italiano: la tassa sulla tassa, una tassa al cubo, per intenderci, perché sugli incentivi, si pagano le imposte. Scrive Rizzo: "L’Iva viene infatti applicata sull’importo lordo comprensivo dell’accisa (l'imposta erariale di consumo, ndr): il risultato è che le famiglie pagano ogni anno sulle bollette elettriche almeno 130 milioni di imposte su una imposta".
Le principali componenti della categoria degli oneri generali sono le voci:
A2. Per lo smaltimento delle centrali nucleari.
Chiuse con il referendum nel 1987, oltre venticinque anni fa. Se ne sta occupando la Sogin, società pubblica con quasi 900 dipendenti, che contineremo a pagare fino al 2021, ci ricorda Rizzo. Un conto salato, che solo l’anno scorso è costato agli italiani 149 milioni di euro.
A3. Fonti rinnovabili e assimilati.
La dicitura della componente A3, sembra garantire una finalità "buona" ai nostri contributi extra-consumo. Di fatto però consente di finanziare un universo ben più ampio delle sole fonti rinnovabili. Tra queste infatti sono inseriti anche i cosidetti impianti di produzione di energia assimilati ad esse, ovvero quelli di cogenerazione (cioè la produzione combinata di energia elettrica e calore), quelli che utilizzano forme di energia recuperabile in processi e impianti produttivi; quelli che usano gli scarti di lavorazione e/o di processi e quelli che utilizzano fonti fossili.
A4 Finanziamento dei regimi tariffari speciali. 
Citiamo ancora il Corriere. "Si tratta di 250 milioni di euro destinati alle Ferrovie sotto forma di sconti tariffari. Li paghiamo da cinquant'anni, quando l'energia elettrica fu nazionalizzata e alcune piccole centrali delle Fs finirono anch'esse all'Enel. In mezzo secolo il conto è stato certo saldato con gli interessi: imperscrutabile il motivo per cui non si è ancora chiuso".
A5 Attività di ricerca e sviluppo.
Una quota pari in tutto 41 milioni, è destinata a finanziare la ricerca finalizzata all’innovazione tecnologica di interesse generale del sistema elettrico. Meno di un sesto degli sconti garantiti alla rete ferroviaria.
AS Tariffa sociale.
La componente riguarda l'adozione di misure di tutela tariffaria per i clienti del settore elettrico in stato di disagio: il bonus per le famiglie povere. "E' la voce più piccola, per giunta ridotta nel 2012 a un terzo, da 54 a 17 milioni di euro".


Conclude Rizzo "Ma le brutte notizie non finiscono mai perché il governo di Mario Monti ha deciso di dare fiato alle imprese spostando 780 milioni di peso degli oneri generali di sistema dalle loro bollette a quelle delle famiglie. Le bollette, quindi, aumenteranno ancora".

Ti piace ? Condividi con i tuoi amici!!
Ti Piace?.... Ricevi gli aggiornamenti sulla bacheca di Facebook!!!!

Nessun commento :

Posta un commento